Diritto alla casa

Il disagio abitativo è sempre stato un problema molto grave a Firenze, ma negli ultimi anni è aumentato anche a causa della crisi economica, cosicché sempre più famiglie si trovano a non poter più permettersi un alloggio adeguato.
Il diritto alla casa storicamente è stato garantito dall'edilizia residenziale, la cui offerta, però, troppo spesso risulta inadeguata alle reali necessità: la domanda è molto maggiore all'offerta e troppi aventi diritto negli anni sono rimasti esclusi. A Firenze esistono numerosi edifici in abbandono (sia pubblici che privati). Il recupero e la ristrutturazione di questi edifici deve essere una azione prioritaria per l'amministrazione di Firenze. La ristrutturazione edilizia, tuttavia, è notevolmente onerosa e richiedete tempi lunghi. Ma nell'immediato molte famiglie sono in difficoltà. Si pensi che negli ultimi anni il 70% degli inquilini a Firenze è sotto sfratto. Una situazione davvero insostenibile! Anche pagare un mutuo è diventato insostenibile per le tante famiglie monoreddito che hanno perso il lavoro.
Per queste situazioni lo stato italiano ha messo a disposizione 200  milioni per tutta Italia in 4 fondi per il sostegno ai mutui e agli affitti, per garantire del diritto alla casa. I criteri per l'acceso a questi fondi sono però molto stretti e hanno per questo escluso larghe fasce della popolazione.
Il primo fondo, cioè il fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa, che permette la sospensione del pagamento della rata del mutuo per un periodo fino a 18 mesi, è previsto solo per chi ha perso il lavoro o per insorgenza di condizioni di non autosufficienza del titolare del mutuo. Altri casistiche non vengono considerate. Sono esclusi, ad esempio, coloro che lavorano in proprio e che in questi anni hanno subito fortemente i colpi della crisi economica.
Il secondo fondo, cioè il fondo per l'accesso al credito per l'acquisto della prima casa è previsto per giovani coppie, per le famiglie mono-genitoriali con figli minori, per i lavoratori atipici, ma a condizione che abbiano meno di 35 anni, mentre è ben noto che la condizione di precarietà, in Italia, si protrae per molti ben oltre i 35 anni! A questo fondo nel 2013 hanno avuto accesso 25 giovani coppie sulle 100 previste nel bando.
Il terzo fondo, cioè il fondo di sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, anche noto come contributo per l'affitto, è concesso solo alle famiglie con reddito imponibile annuo complessivo non superiore a 2 pensioni minime INPS (12.494 euro). L'indicatore ISEE  (che tiene conto, invece, anche del numero di componenti del nucleo familiare) viene considerato solo in seconda istanza come criterio per stabilire l'ordine in graduatoria. Il fatto che la soglia di sbarramento sia stabilita su base reddituale e non sulla base dell'indicatore ISEE sfavorisce, di fatto, le famiglie numerose. Io credo invece che il contributo per l'affitto dovrebbe considerare l'indicatore ISEE sia come soglia di sbarramento che per la graduatoria. Infatti a parità di rapporto fra canone d'affitto e reddito, le famiglie più in sofferenza sono le più numerose e questo può venire fuori solo considerando l'ISEE!
Il quarto fondo, di più recente istituzione, è un fondo di garanzia a copertura di morosità di locatori altrimenti affidabili. Per questo fondo non è stato ancora attivato un bando comunale.

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